La Puglia ha un primato: qui ci sono le Saline più grandi d’Europa. Si tratta delle Saline di Margherita di Savoia nella BAT (provincia Barletta-Andria-Trani). Il processo di raccolta è lungo e ricco di passaggi che si possono scoprire nel corso di una visita guidata alla portata di tutti.

I Numeri delle Saline di Margherita di Savoia
4500 ettari è l’area che occupano le Saline (circa 6mila campi da calcio messi insieme)
33milioni i metri cubi di acqua che arrivano nelle saline ogni anno
40 le vasche di raccolta delle acque
8 quelle da cui si estrae il sale ciascun anno di produzione
650mila-700mila tonnellate la quantità di sale che si raccoglie ogni anno
5 anni il tempo che passa da quando l’acqua arriva dal mare a quando si estrae il sale
4 le tipologie di raffinamento del sale prodotte per usi differenti
Brevissimi cenni di storia
Le Saline hanno origini antichissime: se ne rileva l’esistenza già in epoca preromana.
La creazione di canali e vasche così come le vediamo oggi risale al ‘700 periodo in cui venne introdotta una figura specifica, il saliniere, che si occupa di gestire le paratie realizzate per l’ingresso dell’acqua.
Dal 1977 è Riserva Naturale perché, trattandosi di una zona umida molto vasta, è meta di numerose specie di uccelli tra cui una ricca colonia di fenicotteri rosa.
Come funzionano le Saline?
Ecco una spiegazione for dummies. L’acqua viene “pompata” dal mare da idrovore e trasportata fino alle vasche. Grazie al sistema di paratie l’acqua passa al primo grande ambiente, quello delle vasche evaporanti che occupano la maggior superfice dell’area: circa 4mila ettari. Nelle vasche evaporanti (quelle dal tipico colore rosso) l’acqua passa di vasca in vasca seguendo il processo di addensamento e di riduzione del volume fino a quando raggiunge il limite di saturazione ideale (25,7 gradi baumé). Nella zona salante avviene la precipitazione del sale e la raccolta.

La visita alle Saline
La visita alle Saline parte dal centro visite che si trova in via Via Africa Orientale, 50, ingresso nord della città.
La prima parte del tour si svolge proprio presso il centro e prevede la visione di un video della durata di 8 minuti durante il quale una narratrice racconta le origini delle saline, il loro funzionamento, la flora che anima l’area.
Il filmato è molto utile perché aiuta i bambini a comprendere meglio quello che andranno a vedere dal vivo. Peccato che il video sia un po’ datato e potrebbe essere rinnovato.


La seconda parte della visita si svolge in laboratorio. Qui, in pochi minuti, si possono apprezzare i processi di addensamento, di riduzione del volume e di saturazione e vedere le tipologie di raffinazione del sale in base ai vari usi: da quello per clorare le piscine al comunissimo sale da cucina.


Si passa poi alla visita della zona umida. Cercando in rete avevo letto di un trenino che accompagnava i visitatori nel cuore delle saline ma, durante il nostro tour di trenino nemmeno l’ombra…Come abbiamo raggiunto le vasche? Ognuno con la propria vettura formando una lunga carovana di auto direzione: vasche evaporanti.
Qui una guida spiega “dal vivo” quello che è riassunto nel mini documentario. É possibile anche toccare con mano l’acqua della vasca che, sulle mani, ha un incredibile effetto levigante grazie proprio all’alta concentrazione di sale.

La visita continua in macchina attraversando parte delle vasche fino ad arrivare a lei… la montagna di sale!
Alta 20 metri al suo cospetto sembriamo piccolissimi.
Un carro ponte all’altezza della montagna stocca il sale alla fine del processo di raccolta. Da qui verrà poi lavato più e più volte e raffinato in base agli usi.

La nostra visita è terminata con la scalata!
Scalare sulla montagna di sale è stata in maniera indiscussa la parte preferita dai bambini. La sensazione è quella di salire su una montagna di neve, solo più granulosa.

Quanto dura la visita?
La nostra visita è durata circa 1 ora e mezza con: la visione del video in sala, la tappa al laboratorio, il giro alla zona umida e narrazione dei processi di estrazione del sale.
Quanto costa la visita alle Saline di Margherita di Savoia?
Il costo è di 15€ per adulto ridotto per i bambini. Nel nostro caso, a causa del ritardo di oltre mezz’ora rispetto all’orario indicato per l’inizio della visita, i bimbi non hanno pagato.
Purtroppo non c’è un listino chiaro sul sito. Nell’attesa che la nostra visita partisse abbiamo interagito con altri visitatori e, i prezzi che avevano “reperito” in rete risultavano differenti. Alla fine, ovviamente, tutti abbiamo pagato lo stesso importo con lo sconto, almeno per i bambini, per il ritardo accumulato. Questo è stato un gesto gradito.
Consigli
Prenotare la visita contattando il numero del Centro visite, qui il sito. Abbiamo avuto difficoltà a contattare il centro telefonicamente e, anche a seguito dell’invio di una mail, ci hanno indicato di chiamare per effettuare la prenotazione.
Se l’attesa si protrae potrete far giocare i bimbi in un parchetto ad accesso libero proprio adiacente il centro visite.
Evitate le ore centrali della giornata per visitare le saline. Non ci sono parcheggi coperti nei paraggi quindi, se per raggiungere la zona umida è richiesto l’uso della macchina, potreste trovarla rovente nel periodo estivo.

Curiosità sulle Saline di Margherita di Savoia
Saline di Barletta era il nome della città di Margherita di Savoia e delle sue Saline prima del 1879 quando il nome divenne quello attuale in onore della regina d’Italia, Margherita moglie di Re Umberto I.
Sul territorio di Margherita di Savoia si producono ortaggi dalla forma perfetta esportati in tutto il mondo. Le particolari condizioni del terreno, l’elevato tasso di umidità della zona rendono gli ortaggi, soprattutto quelli coltivati lungo il tratto di costa in direzione Zapponeta, prodotti dalle forme regolari e dal sapore più intenso.
Gli abitanti della città si chiamano: Margheritani o Salinari
Margherita di Savoia è anche un importante centro termale
Punti di vista: le nostre impressioni sulle Saline di Margherita di Savoia
Viviana: ho trovato utile l’idea quella di anticipare la visita vera e propria con la visione di un breve documentario sulla storia e sul funzionamento delle saline. La durata del filmato , 8 minuti, è adeguata al tempo di attenzione di un bambino. Anche il laboratorio offre percezioni pratiche dei processi che permettono l’estrazione del sale.
Durante la visita al sito ci sono alcuni elementi un po’ pericolosi: recinzioni arrugginite e piccoli pozzi coperti solo da pallet di legno. Necessaria maggiore cura di questi aspetti soprattutto perché il sito è frequentato da bambini.

Alessandro ed Elena hanno seguito con interesse il video e sono letteralmente impazziti alla vista della montagna di sale. Quando poi hanno capito di poterci salire, la gioia è stata totale!


Gabriele non ha apprezzato il grande ritardo accumulato (oltre mezz’ora) e la mancanza di informazioni a causa della presenza di un solo addetto che aveva il compito di: acquisire le quote dei partecipanti, introdurre il video della visita, fornire le spiegazioni in laboratorio e accompagnare la carovana di auto al punto di incontro con la guida alla zona umida lasciando il centro visite praticamente scoperto.

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